Il talento di accettare il fallimento

È inevitabile avere delle aspettative, tutti noi ne abbiamo, ma è lecito chiedersi quando e come esse possano intrappolarci.

Aspettarsi qualcosa significa fare una previsione e, a livello adattivo, questo può rivelarsi utile. 

In fondo, fare delle previsioni sul futuro è un naturale meccanismo della nostra mente e ci serve per anticipare i problemi che potremmo affrontare, in modo da programmare delle possibili soluzioni.

Ma cosa succede quando le aspettative sono troppo alte, quando sono irrealistiche, quando sono eccessivamente rigide?

Succede che, nella maggior parte dei casi, vengono disattese e noi sperimentiamo delusione, frustrazione e, di conseguenza, insoddisfazione o sensazione di aver fallito.

Ed è vero, a volte non possiamo evitare il fallimento, ma dobbiamo porci di fronte ad esso non come se fosse una catastrofe, bensì come di fronte a un insegnamento.

La chiave del successo, infatti, non è l’assenza di fallimento, anzi, il successo, o meglio il raggiungimento dei propri obiettivi e delle aspettative, spesso passa proprio dal fallimento. 

In fondo, se ci pensiamo, l’unico modo che abbiamo per non fallire è quello di non fare assolutamente nulla, ma senza far nulla non si raggiunge nessun obiettivo. 

Questo non significa che il fallimento o la delusione delle aspettative non siano dolorosi, frustranti e difficili da accettare, tutt’altro, lo sono eccome! 

Ma è solo sperimentando queste emozioni, accettandole e, infine, superandole che possiamo continuare a inseguire i nostri sogni. 

Ma come si supera la delusione? 

Non c’è una formula magica che vada bene per tutti, ci sono le persone e il loro vissuto, la loro storia, il significato che attribuiamo a quella delusione. 

Riflettiamo: è proprio vero che abbiamo perso tempo? Che quello sforzo non è servito a nulla? Oppure possiamo utilizzarlo per imparare qualcosa? 

Nessuna esperienza è inutile, neppure quella che riteniamo essere la più fallimentare. Dobbiamo solo decidere quale insegnamento trarne. 

Chiediamoci: in che modo questa esperienza può promuovere la nostra crescita? Cosa dobbiamo migliorare? 

Ripetiamoci sempre che uno sbaglio può essere una grande occasione! 

Sbagliamo e impariamo, aggiustiamo il tiro e impariamo, falliamo e impariamo, viviamo le emozioni che ne derivano e impariamo e, ogni volta che avremo imparato, niente del tempo che abbiamo speso per tentare di fare qualcosa sarà andato veramente perduto.

Autore

  • Laureata in Psicologia nel 2007 all’Università degli Studi di Firenze e iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana, specializzata in Psicoterapia Sistemico-Relazionale presso il Centro Studi e Applicazione della Psicologia Relazionale di Prato e socia della Società Italiana di Psicologia e Psicoterapia Relazionale. Si occupa di interventi rivolti al singolo, alla coppia e al nucleo familiare, ma opera anche in contesti più ampi in qualità di consulente nel settore organizzativo.

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